Verso il rilancio della Scuola di Etruscologia ed Archeologia dell’Italia Antica

Si riaccendono i riflettori sul Porto fluviale romano di Pagliano

COMUNICATO STAMPA n. 657/18 G.M. del 24.08.18
Rilanciare la Scuola di Etruscologia ed Archeologia dell’Italia Antica, a partire dalla valorizzazione delle principali emergenze archeologiche del territorio orvietano
(ON/AF) – ORVIETO – Dopo l’incontro svoltosi a Corbara il 21 marzo scorso nell’ambito della “Settimana dell’Arte” istituita dal Comune di Orvieto, si riaccendono i riflettori sul Porto fluviale romano di Pagliano, emergenza archeologica di grande interesse cui è dedicata la conferenza in programma sabato 25 agosto all’Antiquarium di Tenaglie sul tema “Le regimentazioni idriche di Pagliano alla luce di nuove scoperte” organizzata dall’Associazione Acqua e dal Comune di Montecchio.
“E’ molto importante mantenere viva l’attenzione di studiosi, pubbliche istituzioni e comunità locali sul tema della salvaguardia di una delle principali aree archeologiche del nostro territorio, appunto quella del Porto di Pagliano – dichiarano congiuntamente l’Assessore ai Beni ed alle Attività Culturali del Comune di Orvieto, Alessandra Cannistrà, ed il Presidente della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, Matteo Tonellie sul progetto per la sua valorizzazione, avviato con entusiasmo e grande partecipazione ma bloccato purtroppo dall’alluvione del 2012.
Per molti anni, infatti, a partire dal 2000 l’area è stata oggetto delle campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Umbra e, poi, dalla ‘Scuola di Etruscologia ed Archeologia dell’Italia Antica’ con i Campi Scuola a cui partecipavano numerosi studenti provenienti da diverse università italiane”. 
La “Scuola di Etruscologia ed Archeologia dell’Italia Antica” nasce nel 2002 per iniziativa della Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto” per promuovere lo studio dell’ingente patrimonio archeologico dell’Orvietano, avvalendosi dell’apporto scientifico recato dagli eminenti studiosi che gravitano sia intorno alla Fondazione Faina, animando nel mese di dicembre di ogni anno le “Giornate internazionali di studio”, sia intorno al Centro Studi per la partnership stabilita con le università italiane e straniere che vi organizzano i propri programmi accademici.
Fin dalle proprie origini, la Scuola ha condotto ogni anno, con metodo rigorosamente scientifico, campagne di scavo nell’area di confluenza del Fiume Paglia nel Tevere, che hanno permesso di riportare alla luce una serie di strutture già individuate da Riccardo Mancini alla fine dell’Ottocento e, grazie alle più recenti metodologie di scavo, di rileggere l’intero complesso nella sua originaria articolazione in un settore prevalentemente commerciale, uno destinato all’uso abitativo ed un terzo vocato alle attività produttive.
Il coordinamento della Scuola era affidato al Prof. Giuseppe Della Fina (Università degli Studi de L’Aquila e direttore scientifico della Fondazione per il Museo “Claudio Faina”), la direzione scientifica del Campo Scuola di Pagliano faceva capo alla Soprintendenza Archeologica dell’Umbria, nella persona del Dott. Paolo Bruschetti, mentre gli studenti erano seguiti dal tutor Dott. Alessandro Trapassi.
“Già in occasione dell’incontro del 21 marzo scorso organizzato a Corbara dall’Associazione ‘Il Giglio’ era emersa la volontà manifestata unanimemente dalle istituzioni sin qui coinvolte – Soprintendenza, Comune e Fondazione Centro Studi  – di riprendere le ricerche archeologiche presso il Porto Romano di Pagliano e di rilanciare l’esperienza della Scuola di Etruscologia ed Archeologia dell’Italia Antica in una nuova prospettiva di apertura alle collaborazioni internazionali che sul territorio già partecipano ad altre importanti campagne di scavo” aggiungono l’Assessore Cannistrà e il Presidente Tonelli.
“L’idea – concludono – è quella di programmare nell’autunno prossimo una giornata di studio che rilanci la Scuola con una nuova offerta formativa strettamente legata alle grandi emergenze archeologiche del territorio orvietano e coordinata con altre esperienze didattiche che stanno prendendo avvio presso il Centro Studi nei settori del restauro dei beni culturali e del design applicato al marketing dei beni culturali”.

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