Presentato il “Bollettino 2016”: da oggi è on line

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“Bollettino  sulla situazione Economica e Sociale dell’Area Orvietana – 2016”

Presentato sabato 29 ottobre, da oggi è in pubblicazione on line

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E’ disponibile da oggi nel formato di rivista sfogliabile sui siti del Centro Studi Città di Orvieto e del Comune link http://www.youblisher.com/p/1582546-Bollettino-2016/, il nuovo “Bollettino sulla situazione Economica e Sociale dell’Area Orvietana – 2016”, realizzato a cura del Comune di Orvieto e della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto” che, a distanza di otto anni dalla cessazione delle pubblicazioni, hanno inteso ridare slancio all’iniziativa quale valido strumento di studio, raccolta ed analisi di dati ed indicatori utili a descrivere la situazione socio-economica e le sue principali dinamiche in un ambito territoriale di riferimento che si è esteso dai tredici comuni del vecchio Comprensorio ai venti dell’Area Interna Sud Ovest Orvietano, da Città della Pieve a Penna in Teverina.
Il “Bollettino sulla situazione Economica e Sociale dell’Area Orvietana – 2016” coordinato, sotto il profilo delle ricerche e dell’attività editoriale, dal Centro Studi “Città di Orvieto”, è stato presentato Sabato 29 ottobre u.s. presso la Sala Consiliare del Comune in occasione di un incontro pubblico presieduto dal Sindaco, Giuseppe Germani e dal Presidente della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, Matteo Tonelli, a cui sono intervenuti il Coordinatore del volume Elvio Dal Bosco, il Vice Presidente della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, Antonio Rossetti, il Vice Presidente del Comitato Esecutivo BCC Umbria – Credito Cooperativo, Carmelo Campagna, l’Assessore alla Pubblica Amministrazione, Istruzione, Innovazione ed Agenda Digitale della Regione Umbria, Antonio Bartolini e l’On. Walter Verini.
“Con quanti oggi hanno accolto l’invito del Comune e del Centro Studi Città di Orvieto – ha detto il Sindaco, Giuseppe Germanidesidero condividere la soddisfazione per i risultati conseguiti grazie all’impegno profuso dall’intero gruppo di lavoro che ha curato la pubblicazione che oggi presentiamo.
L’ultimo Bollettino dell’Osservatorio sulla Situazione Economica e Sociale dell’Area Orvietana venne presentato il 5 dicembre 2008 quando, a livello internazionale già si scorgevano segnali di crisi, ma certamente non era immaginabile la pesante recessione economico-finanziaria che invece ha travolto i sistemi mondiali cambiando radicalmente le prospettive di vita delle persone e delle collettività. Cambiamenti radicali che hanno interessato macro e micro aree, compreso il nostro sistema territoriale. 
Oggi la crisi non è alla spalle, anzi i contraccolpi inferti dal terremoto sono una ulteriore colpo, però occorre ricominciare a monitorare lo stato di salute della nostra economia per guardare avanti e far sì che qualche interessante segnale di ripresa, ad esempio nel comparto del turismo, possa stabilizzarsi ed essere la base di un nuovo progresso. Riprendere otto anni dopo la pubblicazione del Bollettino è una scelta che recepisce anche le istanze pervenute da vari attori dei sistemi, per tornare ad analizzare in modo oggettivo il quadro socio-economico al fine di valutare, proporre idee e progetti, portare avanti interventi e programmi utilizzando gli strumenti e le risorse della programmazione nazionale ed europea.
Otto anni dopo sono cambiati anche gli assetti istituzionali. Le Province, futuri ‘Enti di Area Vasta’ operanti per ‘funzioni associate’ e i Comuni che sempre più dovranno operare secondo politiche d’ambito territoriale. Negli ultimi tre anni, attraverso lo strumento di ‘Area Interna – Sud Ovest Orvietano’, Orvieto è divenuta capofila di un vasto territorio a cui fanno capo 20 Comuni con una estensione territoriale che va oltre i limiti geografici del vecchio comprensorio; le relazioni e le sinergie con i territori e i Comuni vicini di Lazio e Toscana sono ‘in progress’ e hanno dato luogo a significativi accordi, ad esempio in campo turistico e culturale come il Distretto Interregionale dell’Etruria Meridionale presentato proprio ieri alla XIX Borsa Mediterranea di Turismo Archeologico, oppure il programma ‘Experience Etruria’ declinato a vari livelli di promozione: culturale, turistica, educativa; fino al ‘Contratto di Fiume Paglia’ utile strumento per la pianificazione territoriale pluriennale, la gestione e riqualificazione del paesaggio fluviale e delle aree a rischio idrogeologico attraversate dal fiume. Novità che ci obbligano ad elevare il livello dell’analisi e delle conoscenze per interpretare al meglio queste trasformazioni”.
“Con la Strategia per l’Area Interna, il GAL, il Patto 2000, insieme a tutti gli altri strumenti cui ho fatto cenno prima, intendiamo far funzionare ed interagire tutti gli asset del nostro territorio per arrestare il fenomeno dello spopolamento, aggravato dall’esodo dei giovani. L’obiettivo è quello di offrire loro concrete opportunità di lavoro e d’indurre, quindi, una sensibile inversione di tendenza, intervenendo nei settori della cultura, dell’ambiente, del turismo e dell’innovazione. Vogliamo reagire alla crisi mettendo a leva le risorse di questo territorio”. 
“Otto anni dopo, l’esperienza del Bollettino vede nel Centro Studi Città di Orvieto il soggetto coordinatore delle ricerche. Segno anche questo di una svolta verso la valorizzazione di tutti gli asset che abbiamo a disposizione per ricominciare a parlare e praticare lo sviluppo, a  partire da quelli legati al mondo scientifico, universitario e della ricerca. Confidiamo nel fatto che le realtà e i soggetti socio-economici del nostro territorio condividano questa esperienza rendendola dinamica e al passo con le trasformazioni in atto”.
“Lavoreremo con lena  – ha concluso – perché, entro la fine dell’anno, possano essere presentati in questa Sala Consiliare il documento definitivo della Strategia per l’Area Interna Sud Ovest Orvietano ed il Piano Strategico per il Turismo che stiamo elaborando in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia”.
 
“Permettetemi di esprimere la nostra soddisfazione – ha detto Matteo Tonelli, Presidente della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto” – per essere riusciti a riproporre la pubblicazione dello storico ‘Bollettino dell’Osservatorio sulla situazione economica e sociale dell’Area Orvietana’   – che, com’è noto, fu interrotta nel 2008 -, volendo con questo farci interpreti di un’esigenza che pensiamo sia avvertita dagli operatori e dalle istituzioni del territorio: quella, cioè, di avere a disposizione una serie ordinata di dati,  una fotografia della situazione economica, sociale e demografica del nostro territorio che, confrontata con lo stesso quadro a livello regionale e nazionale, ci consenta di comprenderne lo stato di salute e le dinamiche socio-economiche  ed individuare e coltivare quei segnali positivi che indubbiamente il territorio stesso esprime in alcune delle sue dinamiche”.
“Il lavoro contenuto in questa pubblicazione non ha la pretesa di essere esaustivo sotto questo profilo, né di voler fornire tutte le informazioni e tutte le conoscenze necessarie, ma certamente ha l’obiettivo di volerlo diventare nei prossimi anni”. 
“Il progetto che il Centro Studi Città di Orvieto ha condiviso con l’Amministrazione comunale mira non solo a ripetere annualmente la raccolta e l’analisi dei dati contenuti nella pubblicazione, in maniera che questa sia costantemente arricchita e perciò più attendibile nei suoi risultati. Ci proponiamo, infatti, di ampliare il numero e la tipologia dei dati e delle variabili esaminate ed estendere gli ambiti di ricerca e di analisi, in modo da costruire nel tempo una fonte di informazioni anche di tipo dinamico adeguata a supportare su fondamento scientifico le scelte istituzionali ed imprenditoriali nel prossimo futuro”.  
“E’ un progetto ambizioso ma avvincente e per questo speriamo che, oltre alla passione delle persone che hanno lavorato per la realizzazione di questa pubblicazione, il Centro Studi possa essere in futuro affiancato e supportato da altri attori, siano essi istituzionali o privati. Ho accennato non casualmente alla passione con la quale le persone coinvolte hanno collaborato alla ricerca ed alla stesura dei contenuti di questa pubblicazione e ne hanno consentito la realizzazione – ciò merita essere sottolineato – esclusivamente con il loro grande spirito di  servizio e sostanzialmente quasi senza impegno di risorse economiche da parte nostra.  Non mi riferisco soltanto ai componenti del Consiglio di Amministrazione Antonio Rossetti e Stefano Paggetti, ma in particolare a tutte le altre persone che hanno accettato con sincero entusiasmo di mettersi a disposizione e lavorare al progetto: il Prof Elvio dal Bosco, la Dott.ssa Meri Ripalvella e la Dott.ssa Elisa Fuschi e, non da ultima, la Dott.ssa Luana Mencarelli che ha curato l’editing della pubblicazione. Mi piace sottolineare questo aspetto – ha concluso – perché è la conferma che ci sono nel nostro territorio tante persone, soprattutto giovani con professionalità significative, disponibili a mettersi in campo e dare il proprio contributo alla realizzazione di progetti per la collettività. Rappresenta un’ulteriore gratificazione per noi riuscire a creare occasioni e opportunità di mettere insieme e a frutto queste risorse così importanti”.
“Ho coordinato il lavoro dell’Osservatorio e la pubblicazione del Bollettino dalle origini fino all’ultimo numero edito nel 2008 – ha ricordato alla platea il Prof. Elvio Dal Bosco, Coordinatore del volume – poi, nel 2014, il neoeletto Sindaco Germani mi ha gentilmente proposto di mettere la mia esperienza a disposizione di questo nuovo progetto. Redigere il bollettino è stato più difficoltoso oggi che nel passato, per il venir meno della collaborazione di alcune istituzioni. Soltanto il sostegno dell’Amministrazione Comunale e del Centro Studi Città di Orvieto hanno reso possibile l’impresa”.
“La situazione che scaturisce dalle analisi effettuate nel Bollettino 2016 non è significativamente diversa da quella della Regione e della Nazione – ha rilevato Antonio Rossetti, Vice Presidente della Fondazione CSCO, nell’illustrare i contenuti del volume – in un contesto di stasi della domanda privata e degli investimenti pubblici, vincolati dal patto europeo di bilancio, la dinamica delle nuove iniziative imprenditoriali non è stata particolarmente intensa: il numero delle imprese attive e dei loro addetti è aumentato ad Orvieto del 4%, significativamente meno del 7% circa nella regione dell’Umbria; parallelamente più contenuto è risultato l’incremento del numero degli occupati, aumentato di quasi il 10% a Orvieto, contro l’11,9% ed il 12,5%, rispettivamente di Provincia e Regione”.
“Particolarmente critica risulta la variabile dimensionale delle realtà imprenditoriali orvietane. Il tessuto produttivo orvietano appare sensibilmente baricentrato sulla piccola impresa che presenta un’incidenza sul totale di oltre il 95%. E’ evidente che la contenuta dimensione, in un contesto caratterizzato dalla necessità di competere in mercati globali, in molti casi non consente di sviluppare economie di scala e di scopo che possano generare risorse utilizzabili per ricerca, innovazione e marketing. Anche l’accesso al mercato dei capitali è ovviamente maggiormente complesso per piccole realtà imprenditoriali”.
“Gli aspetti demografici sono anch’essi uguali alla suddetta situazione di stasi: la popolazione residente si è ridotta, nei comuni dell’Area Interna Sud Ovest Orvietano vi è stato un contenuto incremento, mentre a livello regionale si è palesata una sostanziale crescita”.
“In generale, la stasi demografica e l’allungamento della vita media hanno innalzato l’indice di vecchiaia, con conseguenti impatti economici: la crescita del PIL, maggiori finanziamenti di tipo assistenziale ed ovvi impatti sulla capacità innovativa di un’area economica; di contro questa stasi ha implicato un contenimento del tasso di disoccupazione che è rimasto sostanzialmente stabile, contro il sostanziale incremento a livello regionale (da 6,75% a 9%)”. Nello stesso periodo risulta esponenziale la crescita degli immigrati, triplicata in Umbria e nel complesso dell’Area Interna e addirittura quintuplicata nel comune di Orvieto”. 
“Un punto di forza appare prospetticamente rappresentato dal livello di scolarizzazione superiore: Orvieto presenta un valore notevolmente maggiore sia rispetto a quello delle Aree Interne, sia in confronto con la media nazionale, ma sostanzialmente in linea con la media umbra. Tale dato riveste, in un contesto di redditività futura, notevole importanza e attesta la rilevanza del capitale umano nell’economia della conoscenza”.
“Per quanto concerne i depositi, si è registrato un trend di crescita abbastanza significativo che si è interrotto nell’ultimo anno, quando la variazione dell’aggregato ha palesato una flessione superiore al 4%. Una dinamica non molto diversa hanno mostrato i prestiti bancari che, nel periodo preso in analisi, sono saliti grosso modo allo stesso tasso dei depositi”. 
“Dal Bollettino emerge che il sistema creditizio orvietano ha mostrato una buona tenuta nella capacità di finanziare l’economia: i saggi di variazione dei prestiti, con l’eccezione del 2014, sono superiori sia a livello provinciale sia a quello regionale che nazionale; tuttavia si presenta, in linea con il dato provinciale, un significativo gap nel moltiplicatore dei depositi rispetto al dato regionale e, soprattutto, a quello nazionale. Questo potrebbe essere spiegato da una serie di ragioni, in primis una più contenuta dinamica delle opportunità d’investimento industriale, frutto di una recessione più profonda di quanto non sperimentato a livello nazionale, riverberatasi in una domanda di credito meno dinamica. Da ultimo, potrebbe essere un atteggiamento del sistema creditizio locale di fronte al rischio di credito, forse indotto da un problema di scarsità relativa di garanzie di varia natura”.
“Un focus su uno dei settori trainanti dell’economia locale, quello della ricettività, ha mostrato una diminuzione degli arrivi e delle presenze tra il 2006 ed il 2009, anno durante il quale i flussi sono tornati a crescere fino a tornare sui valori d’inizio periodo nel 2013 per continuare poi con incrementi annuali più marcati nel 2014 e nel 2015. Tuttavia, la permanenza media nelle strutture ricettive subisce un calo generale coerente con la tendenza regionale: in particolare il settore alberghiero è in calo costante fino al 2013, mentre il settore extralberghiero ha vissuto in questi ultimi 10 anni una forte espansione”.
“Un punto di forza è rappresentato dal capitale umano, attesa l’elevata incidenza degli addetti alle professioni ad alta specializzazione ed il livello di scolarizzazione superiore. Tuttavia, l’offerta di tale input di produzione si può trasformare in sviluppo territoriale solo a condizione che, parallelamente, vi sia un habitat favorevole al suo impiego produttivo. In mancanza di tale requisito, nel lungo periodo, il capitale umano potrebbe andare a incrementare l’esportazione di know-how nei confronti di quelle aree a maggiore tasso di profittabilità”.
“Ho aderito volentieri all’iniziativa odierna – ha esordito l’On. Walter Veriniperché rappresenta un esempio del modo giusto di reagire alla crisi attuale, a questo tempo delle incertezze e della sfiducia nel futuro. Esistono due tipi di risposta alla crisi: c’è chi si rassegna o, peggio ancora, ‘investe’ sulla crisi e c’è, invece, chi prova a ‘rimboccarsi le maniche’. Il Comune e la Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto si collocano a pieno titolo tra coloro che vogliono reagire positivamente. Nel nostro Paese è in atto un serio tentativo di semplificare ed ammodernare il sistema pubblico. L’iniziativa presentata oggi va in questa direzione: è il sistema pubblico locale che offre alle forze sociali ed economiche uno strumento per leggere ed interpretare la realtà di questo territorio e le invita a lavorare insieme per uscire dalla crisi. Ciascuno, qui, si sforza concretamente di fare la propria parte: le istituzioni, le forze sociali, le imprese, gli enti di ricerca, l’università”.           
“Lo studio presentato oggi – ha affermato Carmelo Campagna, Vice Presidente del Comitato Esecutivo BCC Umbria – Credito Cooperativo – evidenzia una minore propensione all’erogazione del credito nel territorio orvietano. In realtà, non si eroga il credito a causa dell’endemica carenza di progetti credibili. Per uscire dalla crisi che affligge anche quest’area territoriale bisogna puntare sulle competenze, attraverso gli strumenti fondamentali della formazione e dell’innovazione. A questo proposito, la BCC Umbria sostiene i progetti validi come quello di ‘alta formazione’ promosso dalla Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto nel settore del patrimonio culturale digitale”.
“Questa pubblicazione – ha dichiarato Antonio Bartolini, Assessore alla Pubblica Amministrazione, Istruzione, Innovazione ed Agenda Digitale della Regione Umbria – costituisce una valida base conoscitiva e di riflessione per la Strategia dell’Area Interna ‘pilota’ dell’Orvietano. Dallo studio effettuato emergono, tra gli altri, quattro elementi: la forte ‘terziarizzazione’ del territorio, a cui fa da contraltare una preoccupante diminuzione del settore agricolo; la stasi demografica, compensata solo parzialmente dall’aumento della popolazione straniera; l’aumento della popolazione anziana, cui corrisponde una parallela diminuzione della fascia giovanile: un problema di non poco conto per un territorio che voglia progettare il proprio futuro; la qualità del capitale umano, espressa da una percentuale considerevole di occupati ad alta specializzazione”. 
“Proprio il capitale umano rappresenta un punto di forza dal quale partire per progettare un modello di sviluppo fondato sulla cosiddetta ‘economia della conoscenza’. A tal fine, la Regione Umbria sta investendo molto sulle infrastrutture digitali e, in particolare, sulla ‘banda larga’, per consentire la ‘connettività h 24’ al sistema delle imprese ed alle pubbliche amministrazioni”. 
“In questo territorio, dove l’agricoltura fa registrare un trend negativo rispetto al dato complessivo regionale, si deve puntare sulle produzioni di qualità come il vino, ricorrendo a strumenti comunitari quali il FESR per promuovere efficaci azioni di marketing territoriale”.
“Nel campo della formazione vogliamo operare una ‘rivoluzione epocale’. Lo strumento del Fondo Sociale Europeo è stato finora indirizzato alle imprese. Dovremo indirizzarlo sempre di più alle professioni che portano valore aggiunto all’economia della conoscenza. Perciò dovremo rafforzare la collaborazione con l’università ed il mondo delle professioni”.
“Lo studio presentato oggi affronta anche il tema della ‘coesione sociale’, evidenziando il dato della scarsa inclusione degli anziani. A tale proposito, la Regione intende rispondere anche con un programma di ‘alfabetizzazione digitale 2.0’ della popolazione anziana”.
“Questo territorio ha scommesso tra i primi sullo strumento delle Aree Interne – ha concluso l’Assessore Bartolini – che comporta, per sua stessa natura, una maggiore coesione delle istituzioni tra loro e con tutte le forze sociali ed economiche locali”. 

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