Per Orvieto città del dialogo

Commenti disabilitati su Per Orvieto città del dialogo

Il Presidente della Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto, Matteo Tonelli, ha partecipato giovedì 22 ottobre alla tavola rotonda organizzata dall’Associazione culturale ApertaMenteOrvieto nell’ambito del 2° FESTIVAL DEL DIALOGO. Pubblichiamo di seguito il testo dell’intervento.

L’invito a dialogare, che l’associazione ApertaMenteOrvieto ha fatto lanciando l’anno scorso il Festival del Dialogo, è un invito che il Centro Studi Città di Orvieto si porta dietro nel suo rinnovato Dna istituzionale. Ricordo, infatti, che l’anno scorso, tra i propositi elencati dall’associazione ApertaMenteOrvieto per giustificare l’iniziativa, vi era proprio l’esigenza di rilanciare il dialogo tra Istituzioni cittadine e mondo dell’associazionismo.
Mi piace vedere e confrontarmi con ogni iniziativa nel suo naturale divenire e per questo sono contento oggi di poter rispondere con i fatti a quella richiesta di dialogo che il Festival e l’Associazione AMO avevano da subito stigmatizzato come latente e urgente.
La rinnovata guida del Centro Studi, che oggi rappresento in questo incontro, ha voluto da subito fare di quel dialogo tra Istituzioni e mondo associativo uno degli elementi ispiratori e fondanti la sua stessa riorganizzazione e rilancio.
Oggi, a quasi un anno di distanza dall’insediamento del Consiglio che presiedo, cominciamo a poter apprezzare i frutti di un dialogo tra importanti Istituzioni universitarie internazionali e nazionali che hanno scelto il Centro Studi di Orvieto come luogo di incontro, di confronto e di dialogo. Un dialogo che il Centro Studi ha iniziato a mettere in rete anche con il ricco contesto associativo della Rupe. Un tessuto connettivo con cui vogliamo e stiamo dialogando alla pari, restituendo all’Istituzione il ruolo cardine e fondante ogni buon dialogo cittadino: quello di servizio.
Quest’anno come si dice, l’appetito viene mangiando, e in più è notorio che nella città del “vivere slow” si mangia bene. Ragion per cui l’appetito dell’associazione ApertaMenteOrvieto per un dialogo vorace, appassionato e travolgente ha spinto l’edizione 2015 addirittura verso un Manifesto che vuole fare di Orvieto “la Città del Dialogo”. Una sfida appassionante degna di una Rupe che non si arrocca, bensì si slancia.
Nel “Manifesto per la Città del Dialogo” si leggono punti non solo condivisibili, ma che sono anche alla base della stessa genesi del Centro Studi come luogo scelto e preposto per organizzare, nello studio, l’incontro tra mondi scientifici e culturali tra loro distanti o semplicemente diversi e per questo fonte di ricchezza. Mi sento di condividere in questo nostro dialogare come proprio lo studio, l’approfondimento, l’ascolto e la conoscenza debbano animare un dialogo sempre più consapevole, oltre che educato perché aperto, inclusivo e costruttivo. Il dialogo è la forma migliore, più evoluta e gratificante per trasferire conoscenze ed emozioni. Quel sentire che non è comune e mai scontato, ma grazie al dialogare condiviso è fondante l’umanità che dovrebbe appartenerci.
Oggi il dialogo fa la differenza anche nell’economia, dove ogni risultato raggiunto, in uno scenario caratterizzato da una perdurante crisi economica e da un diffuso sentimento di negatività e pessimismo, non può prescindere dalla condivisione e dalla costruzione di nuove dinamiche inclusive.
Desidero concludere con un ultimo richiamo. Nei documenti che hanno illustrato questa edizione vi è un riferimento esplicito a Papa Francesco come interprete di un bisogno per un rinnovato slancio al dialogo e insieme quale testimone della drammatica mancanza di quello stesso dialogo. Ebbene, Orvieto che si candida ad essere la roccaforte del Dialogo può fregiarsi anche lei di un grande testimone di questo sentire: Padre Gianfranco Maria Chiti, militare prima, frate francescano poi, orvietano di adozione che ha saputo testimoniare con forza nella sua complessa esperienza di vita la fiducia incessante nel dialogo e nella speranza che inevitabilmente questo porta con sé.

Comments are closed.

Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto - P. IVA 01288060559