“La Salute Umana” pubblica la monografia su “One Health – Global Health” curata dal CERSAL

 

Pubblicato il Report del Corso organizzato da AUSL Umbria 2 e CERSAL nel giugno 2017

 

“La Salute Umana”, rivista trimestrale del Centro Sperimentale per la Promozione della Salute e l’Educazione Sanitaria dell’Università degli Studi di Perugia, ha dedicato un numero monografico al report prodotto dal CERSAL – Centro di Ricerca e formazione sulla Salute unica e l’Alimentazione sulla base dei contributi scientifici presentati durante il Corso “Salute globale tra disuguaglianze e nuove frontieretenutosi nel giugno 2017 presso la Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”.

Questo primo documento si profila come uno strumento divulgativo. ma anche di notevole interesse per un ragionamento ampio sulle nuove frontiere che la sanità pubblica sarà inevitabilmente costretta a percorrere.

Il report raccoglie, nella sua stesura, il lavoro dei relatori che hanno partecipato al corso di formazione organizzato dall’Azienda USL Umbria 2 in collaborazione con il CERSAL. Nel documento sono contenute tutte le informazioni fornite dai relatori, ma soprattutto c’è una forte implementazione ed elaborazione dei temi trattati e della bibliografia disponibile.

Ci si è addentrati subito in campi vasti ma fortemente caratterizzanti la realtà del nostro pianeta in un’ottica di globalizzazione totale, di interazioni strette fra le popolazioni e i determinanti di salute che sono fortemente influenzati dalle strutture politiche ed istituzionali, dal mercato globale, dallo stretto rapporto dell’uomo con gli animali e con l’ambiente, dai cambiamenti climatici e quindi dalle nuove patologie trasmissibili e non.

Dalla monografia pubblicata sulla rivista dell’Ateneo di Perugia si evince come ci sia bisogno, per affrontare ciascuno di questi argomenti, di professionisti che operino sul campo e che siano esponenti di un mondo della ricerca scientifica di “frontiera” sì, ma fortemente caratterizzante tutte le scelte individuali e collettive delle popolazioni. È assolutamente necessario che di fronte a fenomeni veloci, globali e, a volte, destabilizzanti, i decisori ed i sistemi sociali e sanitari siano in grado di rispondere e di fare prevenzione e promozione della salute dei cittadini. Promozione della salute, prevenzione primaria e secondaria, presa in carico e clinica, non possono più essere viste come attività prettamente scollegate fra loro e soprattutto dal contesto in continua evoluzione che ci circonda. Quindi, anche gli operatori che si occupano di problemi sociali, di disuguaglianze, di migranti, di malattie infettive emergenti nell’uomo e negli animali, ecc., devono cominciare ad essere consapevoli che nessun fenomeno è fine a se stesso ma è incardinato in un sistema di interazioni molto complesse che, se non conosciute e argomentate, non permettono di affrontare il lavoro quotidiano con un’ottica di apertura e intersettorialità.

Questo report e quelli che seguiranno vogliono essere, con un po’ di presunzione, utili ai decisori ed ai portatori di interesse dei vari settori. Abbiamo visto spesso e lo si capirà ancora di più leggendo le pagine della rivista, che molte patologie trasmissibili e soprattutto non trasmissibili (malattie croniche) sono legate a determinanti molto distanti dal sistema sanitario e dalla realtà locale, e quindi per fare fronte a tutto ciò diventa assolutamente necessario che le decisioni politiche in senso lato, ma soprattutto di legislazione internazionale, di stato sociale e di welfare, si fondino su analisi complesse ed interpretazioni multiple con una visione a 360 gradi di fenomeni che altrimenti ci travolgeranno e che non saremo pronti ad affrontare. Il riferimento è, in particolare, a fenomeni globali quali i cambiamenti climatici, le migrazioni di uomini e animali, il mercato globale, le forti disuguaglianze e soprattutto le iniquità che nella nostra società stanno fortemente aumentando e che sono i principali “determinanti distali”, e quindi di maggiore impatto, sulla salute.


 

Il Centro di Ricerca e formazione per la Salute unica e l’Alimentazione (CE.R.S.AL.) trae le proprie origini dal Centro Studi per la Ricerca biostatistica ed epidemiologica in Sicurezza Alimentare che ha operato ad Orvieto dal 2005 al 2011 organizzando numerosi corsi, convegni e seminari a livello regionale, nazionale ed internazionale e ricevendo il riconoscimento dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come centro di eccellenza regionale e centro di collaborazione. Forte di questa importante storia, il CE.R.S.AL. ha ripreso vita nel 2015 grazie alla nuova convenzione fra la Regione Umbria, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, l’Università degli Studi di Perugia, l’Azienda USL Umbria 2, il Comune di Orvieto e la Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”. La nuova convenzione definisce la “Salute Unica” (One Health), la “Salute Globale” (Global Health) e la Promozione della Salute (Health Promotion) quali paradigmi alla base delle attività promosse dal CE.R.S.AL., secondo le modalità di ricerca e formazione più innovative e scientificamente accreditate.

La Regione Umbria nel Piano Regionale per la Prevenzione 2014-2018 ha promosso l’attivazione di azioni intersettoriali e l’avvio di un’area di studio e ricerca rispetto alla Salute Globale quale pratica che ha come priorità il miglioramento di tutto il mondo della salute, la riduzione delle disparità e la protezione contro le minacce globali che ignorano i confini nazionali. La Regione promuove le attività del CE.R.S.AL. al fine di diffondere una visione globale della salute.

Il CE.R.S.AL. vede la collaborazione nel suo Comitato Scientifico di esponenti di vari Enti, Istituzioni e Associazioni nazionali quali: Comitato Collaborazione Medica di Torino, Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, UISP Nazionale, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Università degli Studi di Perugia.

 

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