“Calo dell’indebitamento ed aumento delle attività”

Fondazione CSCO: calo dell’indebitamento e aumento delle attività

Il Presidente Matteo Tonelli ed il Sindaco Giuseppe Germani replicano alle polemiche dei giorni scorsi e tracciano lo stato dell’arte

COMUNICATO STAMPA n. 939/18 G.M. del 05.12.18
Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto: I debiti calano da quattro anni e le nuove attività aumentano   
• Alle recenti polemiche sulla situazione debitoria della Fondazione, il Sindaco Giuseppe Germani e il Presidente del CSCO, Matteo Tonelli replicano: “Qualcuno è rimasto fermo al 2014” 
(ON/AF) – ORVIETO – A seguito di alcune polemiche dei giorni scorsi riferite alla situazione debitoria della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, il Presidente Matteo Tonelli ed il Sindaco Giuseppe Germani replicano fornendo all’opinione pubblica lo stato dei fatti e il seguente quadro dei dati oggettivi:
“Stando alle cronache giornalistiche sull’approvazione del bilancio consolidato del Comune – evidenziano – per alcuni consiglieri comunali l’unica notizia utile sul Centro Studi sarebbe sempre la solita: ovvero la pesante situazione debitoria. Dimenticando di specificarne la natura pregressa.
La notizia, invece, è che questa istituzione cittadina, quasi ventenne, ha da qualche anno invertito la rotta producendo utili ricorrenti, riducendo sensibilmente il proprio indebitamento pregresso e, soprattutto, tornando a dare impulso positivo all’attività culturale e scientifica della Città. Tutto ciò, è bene ribadirlo, al netto del contributo che annualmente il Comune (eccezion fatta per il 2014 quando non ci fu alcun contributo comunale) ha destinato alla Fondazione stessa. L’attuale Consiglio di Amministrazione ha infatti ritenuto il pareggio e l’utile di bilancio presupposti fondamentali per richiedere adesioni ed investimenti a terzi, Comune incluso.
Dalla tabella che segue si evincono con molta chiarezza i positivi risultati economici degli ultimi quattro esercizi. Un dettaglio dei conti che però potrebbe, per i critici ad oltranza, sembrare ben poca cosa se non raffrontati al tenore delle attività ereditate e, soprattutto, alle nuove iniziative messe in atto in questi quattro anni, che stanno producendo un rinnovato rilancio in termini di ruolo e risultati del Centro Studi.
Proseguendo con la disamina dei conti è utile analizzare il dato riferito al Patrimonio Netto che risulta dai bilanci ed in particolare per il bilancio dell’esercizio 2017 che, sempre a quanto risulta dalla cronaca del Consiglio, è stato estrapolato in maniera errata. Il Patrimonio Netto è il risultato della differenza tra le attività e le passività del bilancio. Come è noto quello del Centro Studi è negativo sin dagli esercizi precedenti al 2013.
In primo luogo, il Patrimonio Netto che risulta dal bilancio dell’esercizio 2017 non ha un saldo negativo di 605.000 euro bensì di 578.000 euro. Uno scarto di 27 mila euro.
Ancora più importante è andare a vedere come si è evoluto il saldo negativo del Patrimonio Netto, partendo dal bilancio dell’esercizio 2014 fino a quello dell’esercizio 2017, vale a dire nel periodo di gestione di questo Consiglio di Amministrazione:
Bilancio 2014 Patrimonio Netto negativo 664.000 €
Bilancio 2015 Patrimonio Netto negativo 633.000 €
Bilancio 2016 Patrimonio Netto negativo 605.000 €
Bilancio 2017 patrimonio Netto negativo 578.000 €
In quattro anni l’attuale Consiglio di amministrazione ha così diminuito il saldo negativo del Patrimonio netto pregresso ereditato per complessivi 86.000 euro.
Il secondo dato importante da chiarire è l’importo del debito complessivo della Fondazione ed anche in questo caso è utile la valutazione dinamica, vale a dire in che modo si è evoluto il complessivo indebitamento del Centro Studi considerando lo stesso periodo di cui sopra.
Ai fini della precisa individuazione del debito complessivo, il bilancio va letto analiticamente in due aspetti sostanziali: il primo è che tra le passività c’è un importo di ‘Fondi per rischi e oneri’ per 45.000 euro che non rappresenta un vero debito, ma un accantonamento prudenziale che fu stanziato contabilmente nel bilancio 2014 stante la situazione finanziaria piuttosto confusa che era maturata precedentemente al 2013. Accantonamento che si è rivelato poi molto appropriato visto che si sono successivamente manifestati debiti fuori bilancio maturati precedentemente al 2013 per circa 25.000 €.
Altro aspetto sostanziale da considerare nel calcolo dell’indebitamento sono i crediti che risultano dal bilancio, intendendo ovviamente crediti effettivamente maturati ed effettivamente incassati dopo la chiusura dell’esercizio.
Ecco quindi come si è evoluto l’indebitamento netto del Centro Studi nello stesso periodo 2014 – 2017
 
Conti alla mano quindi è evidente una riduzione dell’indebitamento, nel periodo 01 gennaio 2015 – 31 dicembre 2017, di 60.383 euro.
In chiusura quindi è chiaro che chi affermi che ‘… i debiti al Centro studi dal 2102 sono aumentati’ dice il falso e, volendo avere un minimo di benevolenza, gli si potrebbe obbiettare che non conosce la materia di cui parla.
Un’ulteriore annotazione, anch’essa di valore sostanziale, riguarda la composizione e la scadenza dei debiti. Nel 2013 l’intera esposizione del Centro Studi era formata da debiti scaduti per i quali i creditori reclamavano il pagamento immediato. Oggi quello stesso indebitamento è tornato sotto controllo grazie ad un piano di rientro dilazionato in un arco di tempo, a oggi, che va dai 5 ai 12 anni. Ovviamente, il valore ad oggi di passività a lungo termine, per dare conto della loro valenza finanziaria, dovrebbe essere calcolato scontandone il valore alla data corrente. A titolo meramente esemplificativo, ipotizzando un’unica scadenza media ad otto anni ed utilizzando la struttura dei tassi a scadenza dei titoli governativi italiani, il valore ad oggi delle passività risulterebbe di circa 420mila euro. 
Ci corre l’obbligo, viste le critiche pressapochiste sul punto, di segnalare come sotto il profilo finanziario la condizione attuale e le prospettive future del Centro Studi siano molto diverse da quelle ereditate nel 2014.
In conclusione, per chi invece ha lamentato una scarsa trasparenza e controllo dei conti e della gestione caratteristica della Fondazione, ricordiamo che ogni anno il Consiglio di Amministrazione illustra pubblicamente il bilancio consultivo e la programmazione delle attività in una conferenza stampa. A ciò si aggiunge che detti bilanci, una volta approvati, sono depositati presso il Comune e liberamente consultabili”.

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